Storia della Ferrari

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La storia della Ferrari inizia nel 1929 a Modena. Il fondatore e padre della Scuderia fu Enzo Ferrari (1898-1988), che mantenne il controllo diretto della società fino alla sua morte. Ciò nonostante, si avvererà il sogno di Enzo e di tanti appassionati: Ferrari diventerà uno dei marchi in assoluto più rinomati a livello mondiale.

Il primo periodo con Alfa Romeo e la nascita della Auto Avio Costruzioni

Per i primi anni di attività, la Scuderia Ferrari ricoprì le vesti di partner tecnico dell’Alfa Romeo, casa automobilistica milanese. Mentre dal 1933 la scuderia aprì un reparto corse, potendosi concentrare direttamente della progettazione e gestione delle autovetture sportive. Questo programma durò fino al 1937, quando la scuderia chiuse momentaneamente i battenti e Enzo Ferrari divenne il nuovo capo del reparto corse Alfa Romeo.

A causa di forti contrasti con l’attuale direttore tecnico dell’Alfa, nel 1939 Enzo Ferrari decise di abbandonare il lavoro, aprendo una nuova casa di automobili, la Auto Avio Costruzioni. Questo nome fu dovuto a clausole presenti nel contratto tra Ferrari ed Alfa Romeo, la quale impediva alla prima di poter utilizzare il proprio cognome sulle proprie automobili.

Durante il periodo della seconda guerra mondiale, l’azienda sospese la produzione di auto, diventando un produttore di componenti per velivoli militari. Nel 1943 Enzo Ferrari decise di spostare la sede a Maranello, la quale venne bombardata nel ’44 e successivamente ricostruita nel ’45.

Dal 1945 in poi terminava il contratto che legava il nome Ferrari all’Alfa Romeo, e ciò permise la nascita del nuovo marchio automobilistico. Il nome della Scuderia è da sempre stato sinonimo di competizione automobilistica ai massimi livelli. Nel 1950 infatti fu fondato il campionato mondiale di Formula 1, e la Ferrari riuscì ad aggiudicarsi il titolo piloti nel 1952 e 1953, con alla guida Alberto Ascari.

Il supporto di FIAT e la crisi economica

Dall’anno seguente però, la tedesca Mercedes riuscì ad aggiudicarsi due campionati consecutivi, mettendo in ombra la casa di Maranello. Fu così che dal 1955 il gruppo FIAT decise di finanziare la Scuderia, con l’obiettivo di riconquistare il trofeo più ambito. Risultato che si materializzò nel 1956 e nel 1958.

I grandi successi nel campo della Formula 1 però non bastarono per evitare la crisi portata dall’abolizione delle corse su strada, che costò alla Scuderia un grave calo delle vendite delle proprie autovetture.

L’opportunità del rilancio si presentò sotto il nome di Henry Ford, un nome che non tutti associano nella storia della Ferrari. L’attuale presidente dell’azienda del padre era intenzionato ad acquistare la casa di Maranello, puntando sul forte ritorno d’immagine che avrebbe portato tale operazione. La trattativa si arenò nel momento in cui il patron decise di non fare un passo indietro riguardo l’intoccabilità della sua autonomia circa le decisioni da prendere nell’ambito del reparto corse. Queste problematiche portarono a forti dissapori tra la Ferrari e l’azienda statunitense, che sfociarono nella decisione di Enzo Ferrari di restituire la licenza sportiva italiana.

Nel 1965, anno successivo alla rinuncia di Ferrari, la FIAT si reinserì nel progetto, annunciando una nuova collaborazione per la creazione di motori sportivi. In questo modo la Ferrari riuscì a trovare l’appoggio sufficiente a far ripartire la vendita delle proprie autovetture stradali. Nel 1969, la Ferrari entrò ufficialmente a far parte del Gruppo FIAT, mantenendo comunque la propria autonomia.

Storia della Ferrari, dagli anni ’70 ai giorni nostri

Nella seconda metà degli anni ’70 la Scuderia riuscì a trovare una forte continuità in Formula Uno, riuscendo a vincere ben 7 titoli (tre piloti e quattro costruttori) nell’arco di cinque anni.

Successivamente, la forte crisi tecnica portò ad un’astinenza lunga 15 anni, durante i quali la Ferrari non riuscì ad aggiudicarsi neanche un titolo iridato.

Nel 1988 scomparve Enzo Ferrari, ed il gruppo FIAT ottenne il 90% del pacchetto azionario. Il restante 10% andò al figlio Piero. Quest’ultimo rimase all’interno della società ricoprendo il ruolo di vice presidente. Nello stesso periodo, le grandi operazioni di marketing portate avanti dall’azienda crearono un’imponente catena di merchandising.
Nel 1991 venne nominato un nuovo presidente dell’azienda: Luca Cordero di Montezemolo. Già direttore sportivo della Scuderia dal 1974 al 1977, ricoprì il ruolo di amministratore delegato fino al 2006.

Nello stesso anno, il 5% delle azioni Ferrari fu acquistato da una società finanziaria con sede negli Emirati Arabi Uniti, la quale sponsorizzò la creazione del più grande parco tematico al mondo: il Ferrari World, situato ad Abu Dhabi. Nel 2010 il gruppo FIAT riacquistò questa quota di minoranza.

Il 2013 fu l’anno in cui la società fu incorporata nella New Business Netherlands N.V, società di diritto olandese controllata da Sergio Marchionne. Nell’ottobre del 2015 fu quotata alla borsa di New York. Nel gennaio 2016 invece si distaccò dal gruppo FCA, quotando così le azioni Ferrari su Borsa Italiana e passando a far parte del gruppo Exor.

Nel frattempo la Scuderia visse periodi di dominio assoluto grazie all’era Schumacher. Insieme riuscirono a vincere ben cinque titoli piloti e sei titoli costruttori in altrettanti anni.

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