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Trading sul Dollaro USA, info e news aggiornate

Con il termine dollaro si può fare riferimento a oltre 11 tipologie di dollari presenti nel mondo, ma in questa pagina facciamo riferimento esclusivamente al dollaro statunitense, ovvero a quella valuta che nel mercato valutario viene indicata con il simbolo USD (United States Dollar). Il dollaro statunitense è la valuta ufficiale degli USA ed è molto utilizzato come valuta di riserva anche al di fuori degli Stati Uniti, come se fosse una sorta di piccolo lingotto d'oro. Non deve sorprendere, poiché il dollaro è la valuta più stabile al mondo. Le banconote vengono stampate dalla FED (Federal Reserve) sin dal 1929 e comprendono denominazioni uguali o superiori a 1 dollaro. In Italia è possibile fare trading online sul dollaro in Italia tramite il sistema internazionale di negoziazione +500.

Il dollaro nel mercato valutario

La valuta dal simbolo USD è la protagonista assoluta, da sempre, del mercato delle valute (Forex). Le motivazioni sono molteplici, ma basta dire che si tratta di una valuta di costante riferimento. Essendo una valuta molto stabile, il dollaro è una sorta di modello a cui rapportarsi. Tanto è vera questa affermazione, che proprio il valore del dollaro rappresenta una delle variabili macroeconomiche più importanti al mondo, ovvero, detta in "soldoni" e scusandoci la battuta, è una delle componenti che ha il potere di influire sui mercati finanziari, sia delle valute, ma anche delle materie prime e dei titoli azionari.

I principali cambi con il dollaro nel Forex

Nel mercato dei cambi o Forex, il cambio più importante che vede il dollaro americano tra i suoi componenti è sicuramente l'EUR/USD, ovvero l'Euro contro Dollaro. Questa coppia valutaria è importante per vari motivi, tra i quali possiamo evidenziarne alcuni:

  • Si tratta della coppia più scambiata all'interno del mercato valutario
  • Si tratta di una coppia con le valute provenienti dai complessi economici più importanti e potenti al mondo, finanziariamente parlando
  • Si tratta della coppia valutaria più "prevedibile", poiché influenzata da variabili macroeconomiche molto importanti e avvenimenti costantemente sotto la luce dei riflettori


Tra le coppie valutarie più importanti che vedono il dollaro nel rapporto di cambio sono incluse anche le seguenti:

  • GBP/USD ovvero sterlina inglese contro dollaro americano
  • USD/JPY ovvero dollaro contro yen giapponese
  • USD/CAD ovvero dollaro americano contro dollaro canadese

News aggiornate sul dollaro e mercati correlati

5 dicembre 2016, FED conferma rialzo tassi a metà dicembre

Le parole del presidente della FED, Janet Yellen, riguardo al rialzo dei tassi d'interesse USA, sono confermate. La vittoria di Donald Trump aveva fatto slittare dichiarazioni e decisioni, ma i dati del PIL USA sono positivi nella misura necessaria per convincere la Federal Reserve a continuare il processo di rialzo dei tassi d'interesse statunitensi. Il rialzo potrebbe essere annunciato tra il 13 e il 14 dicembre 2016, ragion per cui gli attuali cambi valutari comprendenti il dollaro mostreranno per forza di cose degli assestamenti. Il cambio euro/dollaro, al momento in una posizione decisamente bassa, con un cambio pari a 1,05 al 5 dicembre. La vittoria del No al referendum costituzionale, nel caso portasse a effetti domino sulla stabilità dell'euro, potrebbe contribuire al rafforzamento del dollaro, ma questo fattore (nel caso) sarà da considerare più in seguito, poiché per il momento e fin quando non vi saranno effetti concreti (es. rimpasti, governo tecnico, elezioni), l'esito del referendum non avrà alcun effetto sul cambio euro dollaro. Quindi, nei prossimi giorni il cambio EUR/USD sarà influenzato "soltanto" dal rialzo dei tassi d'interesse da parte della FED.

Allo stesso modo, oltre al cambio euro dollaro andranno monitorati anche gli altri cambi più importanti tra cui il dollaro contro yen, oltre ai prezzi delle materie prime e il petrolio.

12 Novembre 2016,  Probabili ragioni dei mercati al rialzo dopo la vittoria di Trump

Lasciando ad altre tipologie di siti l'esame delle ragioni per cui Donald Trump ha vinto le elezioni USA, proviamo qui invece a dare un'interpretazione dei motivi per i quali i mercati non hanno visto un tracollo bensì acquisti e quindi rialzi, gli stessi mercati che qualche giorno prima “gioivano” per il recupero nei sondaggi dei punti di vantaggio della Clinton. Sondaggi, tra l'altro, non “propriamente precisissimi”.

Quindi, ricapitolando: mentre Trump recuperava voti nei sondaggi le borse americane perdevano, per poi recuperare con i sondaggi a favore della Clinton, per poi esplodere al rialzo con la vittoria di Trump. Chiaro, no?

Per risolvere questo caso probabilmente ci sono due possibili spiegazioni, apparentemente più probabili di tante altre. La prima è che qualcuno ha saputo speculare molto bene nei giorni in cui si dava Trump in recupero. La seconda, più probabile, è che l'effetto Trump si sia già fatto sentire da subito, pur senza far nulla, poiché la FED in autonomia ha deciso di frenare il percorso di rialzo dei tassi d'interesse, iniettando così sui mercati quella solita boccata d'ossigeno e il consueto rilancio, così come nelle altre occasioni in cui aveva preso la medesima decisione. Inoltre, il rialzo dei tassi sembrava davvero imminente, quindi ha avuto un peso doppio, questa ipotesi di rinvio resa pubblica per vie secondarie.

Basta questo a spiegare la risalita dei mercati? Probabilmente una buona parte. La restante parte invece è attribuibile alle previsioni degli investitori sugli immediati effetti che l'amministrazione Trump porterà nei primi giorni di attività, operazioni semplici ma forti da un punto di vista economico, sia nazionale che internazionale. Sul fronte interno, ad esempio, con un ampio margine di certezza si potrebbe pronosticare lo stralcio dei cosiddetti 'decreti presidenziali', ovvero dei decreti con grande potere esecutivo e di cui Obama negli ultimi due anni ha oggettivamente approfittato più del dovuto e che ha toccato anche molti lavoratori, una delle categorie in cui è stata elevata la percentuale di coloro che l'hanno 'punito'.


9 Novembre 2016, Trump vince le elezioni

Battendo tutti i pronostici dei sondaggi, Donald Trump diventa il nuovo presidente degli Stati Uniti, con maggioranza sia al Senato che alla Camera. I mercati hanno reagito al ribasso ma senza particolare panico, tranne per il caso del Nikkei che perde sul campo oltre il 5%.


7 Novembre 2016, Elezioni USA, occasione per il trading

Gli Stati Uniti rappresentano la più forte economia al mondo, che riesce ad influenzare praticamente tutti i mercati finanziari tra cui quello del petrolio (essendo il maggiore produttore), quello valutario (in quanto il dollaro è la valuta più scambiata nonché valuta di denominazione delle materie prime), gli indici di borsa internazionali (con particolare riferimento ai settori bancari e assicurativi).

Le elezioni presidenziali USA 2016 si presentano con una situazione molto particolare, con un candidato repubblicano (Donald Trump) le cui caratteristiche riescono a "spaventare" i mercati finanziari ogni volta che i sondaggi lo riportano più a ridosso di Hillary Clinton, che gode invece del pronostico favorevole. Tuttavia, la campagna elettorale di quest'anno si è rivelata la più dura e forse anche più scorretta di sempre, cosa che ha fatto sobbalzare spesso i mercati, alle prese con piccoli e grandi scandali, piccoli e grandi recuperi.

Questo è di sicuro un ottimo momento per il trading finanziario online. Infatti, sono diversi gli strumenti su cui poter trarre vantaggio dai propri pronostici. Ad esempio, si può fare trading sul dollaro e sui cambi ad esso relativi, che includono oltre quelli più conosciuti con l'euro, la sterlina e lo yen, anche quelli con il dollaro canadese, il dollaro australiano e lo scellino svizzero.

Ancora, si può passare sul mercato azionario e degli indici di vario genere, ad esempio negoziando sugli indici di borsa americani quali Dow Jones, Nasdaq e NYSE, così come su indici di volatilità e di altra natura.

Si può negoziare su opzioni su indici, oppure sulle singole azioni.

Si può negoziare sull'andamento delle altre economie e degli altri indici, come ad esempio il FTSE MIB, il DAX di Francoforte, la Borsa di Londra.

20 settembre 2016, Politica monetaria momento decisivo

Siamo arrivati alla vigilia di un giorno decisivo per la politica monetaria di Stati Uniti e Giappone, i cui effetti già si sentono sui mercati finanziari e soprattutto valutari in tutto il mondo. Infatti, il mercato Forex (Foreign Exchange Market) ovvero il mercato valutario attende carico di pronostici e di investimenti gli esiti dei vertici della FED per quanto riguarda gli USA e della Banca Centrale del Giappone.

Qui di seguito vi consigliamo quali strumenti finanziari tenere principalmente sotto osservazione per un vostra valutazione ai fini di un investimento o di trading online.

Tassi USA, rialzo o conferma? La Banca Centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, riesce a muovere i mercati con grande facilità. Il 2016 è un anno particolare poiché a dicembre 2015 la FED annunciò che vi sarebbero stati rialzi di tipo graduale, da attuare o meno in base a valutazioni del contesto economico nel periodo considerato. Per tale motivo, anche in questo caso la FED sta valutando la situazione economica degli USA e quella internazionale al fine di capire se si tratti di un momento adatto per un rialzo dei tassi d'interesse.

Tale decisione è d'enorme importanza poiché il valore del dollaro (che in caso di rialzo dei tassi d'interesse si rinforzerebbe) è di grande impatto su tutti i tipi di mercati finanziari. Non solo quello valutario, quindi, ma anche delle materie prime, listini azionari ecc.

Difficile fare anche previsioni, questa volta. In passato ci abbiamo visto giusto, ma questa volta non vi sono elementi per cui esprimere un pronostico con relativa certezza. In molti puntano sul no, ma vi sono comunque fattori che porterebbero a far prevalere l'opzione contraria.

Nostra previsione: 70% tassi inalterati, 30% rialzo. Si tratta di un 30% "forte", tuttavia, poiché dovuto ad una motivazione che potrebbe aver la meglio nella seduta finale. Esso si basa infatti sulla credibilità che la FED deve mantenere, dopo aver di fatto annunciato un impegno/decisione lo scorso anno. Inoltre, momenti negativi ai fini del rialzo sono solitamente peggiori di quello attuale. In sintesi: il no è in vantaggio, ma il pro-rialzo è in crescita. Sarà sorpasso? Saranno ore decisive.

Da tenere sott'occhio: cambio EUR/USD, USD/JPY, quotazione petrolio.

Bank of Japan, verso rinnovo Quantitative Easing? La Banca Centrale del Giappone sembra lanciare segnali chiari. Domani dovrebbe essere il giorno in cui il costo del denaro ovvero dello Yen si diminuisce ulteriormente, perseguendo così la filosofia "Abenomica", ovvero di Shinzo Abe, che da una politica monetaria espansionistica è passato ad una politica monetaria "esplosiva". L'obbiettivo è quello di aumentare l'inflazione, in un paese che lotta contro la deflazione e la recessione ormai da qualche anno. Una situazione certamente difficile, che porterà a decisioni che dipenderanno anche con pronostici se non accordi con gli stessi Stati Uniti. Infatti, più volte la BOJ si è rivolta alla FED per indicare la propria idea sul rialzo dei tassi, poiché ne vanno di mezzo gli equilibri di mercato e di produzione giapponesi.

Da tenere sott'occhio i cambi USD/JPY e in secondo luogo EUR/JPY.

8 giugno 2016, Dollaro, Forex in attesa del referendum Brexit

Il rinvio del rialzo dei tassi di interesse da parte della FED ha ravvivato le contrattazioni sul mercato valutario, dove il dollaro americano si sgonfia leggermente nei rapporti di cambio. Il rapporto euro contro dollaro fa un piccolo balzo, che occorrerà continuare a seguire per via di un probabile proseguimento, soprattutto nel caso in cui i dati sul mercato del lavoro americani non miglioreranno e se il dollaro continuerà a salire.

Attenzione, tuttavia, perché per il Forex potrebbe arrivare un vero e proprio terremoto nel caso in cui il referendum sulla Brexit, ovvero l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, dovesse avere esito positivo. In tal caso infatti chi fa trading o investe dovrà muoversi studiando le proprie mosse giorno per giorno, o addirittura ora per ora (a cavallo del referendum).

Oltre al cambio tra le valute euro e dollaro occorrerà considerare a tal proposito anche le coppie EUR/GBP e GBP/USD ovvero di euro e dollaro contro la sterlina inglese.

Il referendum Brexit. Sebbene avrebbe dovuto essere l'anno del rialzo dei tassi FED, si tratterà invece dell'anno del referendum Brexit, degli accordi petroliferi (se ci saranno), dell'oro come bene rifugio, del limbo cinese, mercato sul quale pesa un forte offuscamento delle reali condizioni, per via delle pesanti prese di posizione del governo di Pechino sul mercato, compreso quello azionario.

Tornando al dollaro USA, il momento di giubilo delle Borse dovrà fare i conti con la Brexit, molto più pesante economicamente di un Grexit che ormai pare scongiurato o comunque non più così, speculativamente parlando, importante.

1 Aprile 2016, Dollaro e Oro, ritorno di fiamma - Momento propizio per il trading online su dollaro e sull'oro. La valuta americana può contare su un'economia in ripresa e un probabile rialzo dei tassi d'interesse nei prossimi mesi (se va bene anche settimane) oltre alla risalita seppur leggera del prezzo del petrolio, stabile attorno a quota 40$. Proprio l'oro nero potrebbe diventare un elemento fondamentale per il rialzo dei tassi USA, se ad esempio salisse sopra quota 50$. Sarà difficile, ma in tal caso sarà meglio tenersi pronti.

Oro, ritorna il bene rifugio?
Si parla di:

  • Bunny Market: un mercato che saltella allegro grazie a una piccola ripresa ma che torna al punto di partenza
  • Cina: ancora in piena crisi
  • Mercati europei: ancora in bilico, tra un Quantitative Easing e i risultati seri che tardano ad arrivare, ed ormai "l'uscita dalla crisi" c'è già da un po'. Non si cresce, o almeno, non quanto si dovrebbe.

Per tali motivi e tanti altri ancora, l'oro sembra stia tornando ad essere il bene rifugio di un tempo (neanche tanto lontano). Questo fa sì che il prezzo aumenti e che quindi aumentino anche le contrattazioni di CFD sull'oro.

16 Marzo 2016, Inflazione USA e Dollaro, Fed e Yellen preoccupati -
Sebbene l'economia USA stia messa al momento abbastanza bene, con i mercati finanziari al rialzo e delle prospettive positive per diversi indicatori macroeconomici, tali da poter prospettare un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse nei prossimi mesi, c'è preoccupazione riguardo all'inflazione degli USA.

Infatti, il principale obbiettivo del recente rialzo dei tassi USA da parte della FED (Federal Reserve) era quello di contrastare l'aumento dell'inflazione USA. Sebbene questa sia migliorata, scendendo, non si sono raggiunti i risultati sperati. Questo potrebbe essere l'unico ostacolo (sebbene molto forte) ad un ulteriore rialzo dei tassi, programmato a metà del 2016.

A proposito dei sondaggi sull'inflazione del dollaro, negli USA vi sono diverse agenzie importanti che si occupano di sondaggi sull'inflazione del dollaro, ovvero sondaggi rivolti agli operatori dei mercati finanziari, tra cui professionisti e analisti del settore. Ebbene, i sondaggi sull'inflazione USA non sono per niente promettenti. In poche parole, gli addetti del settore non credono che l'inflazione potrà diminuire quanto prospettato dalla FED.

Come si traduce tutto ciò? Sintetizziamo le prospettive come segue:

  • Un mancato rialzo del dollaro ritarderebbe i tempi di una possibile parità tra euro e dollaro, così come prospettata nelle ultime settimane. Infatti, al rialzo dei tassi FED è seguito il nuovo annuncio di Draghi sul rafforzamento e sulla proroga del Quantitative Easing, fattore che influisce nettamente per il ribasso dell'EUR/USD.
  • Un annuncio della FED, condotta da Janet Yellen, a favore di un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse (a prescindere dai dati dell'inflazione) causerebbe un rafforzamento ulteriore del dollaro nel cambio EUR/USD. In tal senso giocherebbero a favore il miglioramento dell'inflazione e l'aumento del prezzo del petrolio.
  • Il rialzo dei tassi d'interesse USA saranno più probabili se il prezzo del petrolio continuerà il suo ritorno verso quote di normalità, così come sembra procedere in questo momento. Infatti, una bassa inflazione negli USA è causata anche dal peso che il prezzo del petrolio ha nella fase di produzione.

28 gennaio 2016, Preoccupazione FED - La FED ha espresso preoccupazione per la situazione economica e dei mercati globali, decidendo per questo motivo di lasciare invariati i tassi, almeno per ora. Tale decisione ha influito molto su Wall Street, che ha visto andare abbastanza pesantemente in rosso Dow Jones, S&P500 e soprattutto il NASDAQ. Shangai stamane ha chiuso con un -2,9%.

27 Gennaio, Trading sul Dollaro, si aspettano i rialzi FED - Per il trading sul dollaro i trader online aspettano notizie dalla Federal Reserve. Il piano iniziale lanciato a dicembre 2016 prevedeva un rialzo graduale in più fasi per il 2016. Dato l'attuale scenario economico internazionale tuttavia niente è scontato, perciò potrebbero esserci sia conferme dell'attuale piano, sia rinvii di qualche mese.

Quindi, come investire sul dollaro a gennaio 2016? In questi giorni quindi sia per fare trading che per investire con le vie tradizionali, si può mirare a uno di questi due possibili eventi:
  1. Rialzo dei tassi d'interesse: in questo caso l'EUR/USD scenderebbe ancora, probabilmente verso la parità.
  2. Rinvio: la situazione rimarrebbe com'è, tra 1,08$ e 1,10$.



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