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Draghi circa l'uscire dall'euro

Il vero pensiero di Draghi circa l'uscire dall'euro
In questi giorni si sentono voci e si leggono titoli riguardanti il presidente della BCE Mario Draghi a proposito del suo essere possibilista o addirittura favorevole all'uscita dell'Italia dall'Euro. In realtà, le cose non stanno proprio così.

Draghi non ha affatto detto che l'Italia dovrebbe uscire dall'euro, né di aver cambiato idea. Solo per logica, dato che è il presidente della Banca Centrale Europea, se avesse fatto tali affermazioni probabilmente l'euro sarebbe crollato o si sarebbe rivoltato l'intero sistema economico comunitario. Tali affermazioni non ci sono state e l'euro ha persino recuperato qualcosa sul dollaro.

Quindi, primo punto: Draghi non è per l'uscita dell'Italia dall'euro.

Cosa ha detto Draghi sull'uscita dell'Italia dall'Euro

In sintesi, Draghi ha chiarito questi due punti:

  1. L'Italia ha ancora bisogno dell'Europa
  2. Per uscire, l'Italia dovrebbe restituire circa 360 miliardi alle altre banche centrali (integrazione finanziaria)

Partiamo dal secondo punto. Perché l'Italia dovrebbe restituire alle altre banche centrali l'astronomica cifra di 360 miliardi? E' per via del cosiddetto Target2, il sistema creato per facilitare il regolamento dei pagamenti trans-frontalieri tra i diversi paesi dell'Eurozona.

Il Target2 è come una sorta di bilancio in cui ci sono saldi a credito e a debito. L'Italia ha un saldo a debito, e deve 360 miliardi al sistema. La Germania, invece, ha un saldo a credit, poiché ha prestato più che ottenuto. 

Da qui si capisce uno dei motivi importanti per cui Germania ci tiene al progetto euro: crediti.

Siamo pronti a pagare 360 miliardi di euro? Al momento, decisamente no. Ma magari con qualche rata, qualche tassa "uscita dall'euro", tutto può essere. Siamo sempre pronti alle sorprese.

Perché secondo Draghi l'Italia ha bisogno dell'Europa

Passiamo al primo punto, ovvero l'affermazione di Mario Draghi a proposito del bisogno di Europa da parte dell'Italia.

Prima di tutto, come detto in precedenza, poiché ne è l'attuale presidente (sarà scontato e banale, ma è così). Essendone presidente, non può che effettuare tali dichiarazioni. Si immagini in che modo possa reagire la valuta contro il dollaro o la sterlina, nel caso facesse dichiarazioni di tipo opposto.

Secondo motivo: perché ci crede. Draghi è un europeista talmente convinto da aver adottato misure fino a qualche anno fa impensabili. Il Quantitative Easing, così come stato eseguito, sarà ampiamente criticabile ma è comunque un sintomo della volontà di Draghi di essere intraprendente a favore del progetto Europa.

Terzo motivo: perché si sta mostrando molto più convinto in questi tempi, rispetto a quando filava tutto più liscio. E' alla ricerca di percorsi e alleati per la creazione di una nuova stabilità.

In conclusione: fioccheranno titoli del tipo "Draghi dice che uscire dall'Euro si può", oppure "Draghi vuole uscire dall'Euro". Abbiamo dato il nostro contributo per chiarire come le cose stanno effettivamente, poiché i nostri lettori che fanno trading sul Forex e quindi anche sulla valuta euro, abbiano almeno da noi una visione sulla situazione meno sensazionale (scoop), meno politica, ma più realistica sul pensiero di un personaggio, quale Draghi, le cui dichiarazioni hanno spesso mosso ampiamente i mercati e quindi importanti per chi deve decidere ogni giorno su cosa negoziare (e quindi investire del denaro). Tali dichiarazioni non possono essere lasciate in balia dei tanti cattura clic.

Draghi mira all'integrazione finanziaria

Chiarito ciò, quali piani avrebbe Draghi per tenere unita l'Europa e rilanciarla? Con l'integrazione finanziaria.

Per integrazione finanziaria si intende l'integrazione del mercato dei capitali all'interno di un unico mercato finanziario (es. con la piena liberalizzazione dei movimenti di capitale, il mercato unico di servizi finanziari ecc). Tradotto: uno snellimento e una riordino strutturale di tutte le procedure burocratiche finanziarie.

Il problema dell'Eurozona pare soprattutto uno: riuscire a far comprendere ai cittadini degli stati membri ciò di cui si occupa e preoccupa.