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FED e rialzo tassi, di che stupirsi?

Ormai tra editori e autori di titoloni ci si capisce, ma forse da fuori non è ben chiaro che in realtà si tratta del solito gioco per attirare l'attenzione del lettore. E così, da ieri sera a stamattina si sono moltiplicati i titoli sulle testate ma anche ingigantiti ed esasperati. Foto di operatori di borsa a bocca aperta, titoli apocalittici. In realtà, tutto è bello che previsto da tempo, e gli stessi editori e autori degli articoli lo sanno benissimo (o almeno, la maggior parte di loro). Per quanto riguarda noi, abbiamo evidenziato più volte che un ulteriore lieve rialzo dei tassi d'interesse statunitensi da parte della FED è stato già programmato da tempo entro la fine dell'anno e a dirlo non è stata una visione di Warren Buffett in sogno, bensì la stessa presidente della Federal Reserve, Janet Yellen.

Leggi anche: Trading sul Dollaro USA

Quindi, di cosa ci si stupisce? Occorre forse trovare spiegazioni al ribasso del mercato? Il mercato è fatto non solo di fatti, eventi, accadimenti, pubblicazioni, ma anche di strategie sul sentiment e sui movimenti di mercato a volte simili a quelli di pecore al pascolo. C'è chi questi giochi li conosce meglio degli altri e sa come approfittarne. D'altro canto, la "legge del mercato" prevede che si possa fare e che anzi in tali casi vi siano alcuni più bravi degli altri, in cui nel termine "bravi" si possano sintetizzare altre qualità come "pazienti", "con capacità di lettura superiori alla media", "con più sangue freddo", "più informati", "più aggiornati" e così via. Si noti bene che strategie di attesa, di lettura e interpretazione possono essere adottate da tutti, perciò ci auguriamo che i nostri lettori siano tra quelli più in gamba e che sappiano approfittare del momento giusto e delle proprie capacità, piuttosto che seguire a ruota i più e i meno del mercato.

Ad ogni modo, una semplice nuova voce sul solito e già annunciato rialzo dei tassi non può bastare a far scendere i mercati azionari europei e americani. Perciò le cause vanno viste anche in altri fattori quali l'export cinese sotto le attese, il ribasso del petrolio a seguito dei dati sulle scorte statunitensi, il ribasso della sterlina.

In pratica, a parte il tema della Cina che abbiamo tralasciato per un po' di tempo ma lasciandovi con un "la bolla è solo congelata e staremo a vedere cosa accadrà", per quanto riguarda petrolio e sterlina ne abbiamo parlato nel corso degli ultimi 2-3 mesi.

Volendo fare una sintesi estrema, potremmo dire quanto segue:

  • Tassi FED: saranno rialzati entro l'anno, quindi sin dai momenti precedenti all'effettivo rialzi vi saranno rafforzamenti del dollaro e cambiamenti sulle dinamiche delle materie prime quotate in dollari
  • Cina: a "salvare" la situazione tempo fa è intervenuto il governo. Proprio così, il libero mercato azionario non è propriamente libero ma è controllato "dal papà", perciò vi sono alcune dinamiche leggermente "distorte", per non utilizzare altri termini, di cui è difficile fare analisi seguendo movimenti di mercato più naturali
  • Sterlina: sebbene la Brexit fino ad ora non abbia causato scenari apocalittici così come si era immaginato inizialmente, il gioco alla casa di mattoncini è appena iniziato e perciò si segue con attenzione ogni mossa della Gran Bretagna e dell'Unione Europea, "divorzio" da oltre 70 miliardi incluso, ma così come tanti altri fattori legati sia alla politica economica, sia agli effetti che la Brexit sta gradualmente avendo sull'economia.
  • Petrolio: storicamente correlato inversamente al dollaro, il petrolio può ribassarsi quando il dollaro si rafforza, così come quando crescono troppo le scorte dei maggiori paesi produttori (vedi USA). Ad ogni modo, all'OPEC i tempi non sono affatto facili, soprattutto da quando l'IRAN è tornato alla carica dopo anni "in punizione".

E per oggi può bastare. Buon trading e alla prossima.