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Petrolio a 20 dollari, come investire nel 2016?

Come abbiamo già evidenziato due giorni fa nell'articolo sul crollo del prezzo del petrolio, questo è causato dalla sovrapproduzione e dal rafforzamento del dollaro. A questi fattori si aggiunge la crisi del mercato cinese, la cui domanda di petrolio da immettere nelle attività produttive è diminuita. Abbiamo evidenziato anche chi sarebbe fortemente penalizzato da un prezzo così basso, ovvero le economie emergenti che fondano sull'esportazione di petrolio la maggior parte delle loro entrate. In questo articolo cerchiamo di capire se è un buon momento per investire sul petrolio, o se invece si mostra più interessante per il trading con CFD.

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Per quanto scenderà il prezzo del petrolio?

Come investire nel 2016 se il prezzo del petrolio va sotto i 20 dollariStando a quanto affermano importanti banche d'investimento quali Goldman Sachs e Morgan Stanley, per il petrolio c'è un'alta probabilità di scendere addirittura sotto quota 20$. Si parla già di soglie: 25$. Questa quota, per gli analisti tecnici è diventato già il nuovo “supporto”, ovvero la quota di riferimento per il ribasso delle quotazioni. C'è anche chi annuncia un crollo più apocalittico, a 10 dollari al barile. Tuttavia, queste sono supposizioni che preferiamo non prendere in considerazione al momento, dato che il catastrofismo per puro show non rientra nelle nostre linee.

Cosa succede se il petrolio scende ancora?

Nel caso in cui il petrolio dovesse rimanere su queste quotazioni o addirittura scendere ancora, avremmo questo scenario
  • Paesi emergenti produttori ed esportatori di materie prime: il ribasso del prezzo del petrolio ha penalizzato la loro economia, mentre il rafforzamento del dollaro ha fatto sì che vendano meno materie prime in generale.
  • Paesi emergenti non esportatori con molte imprese che si sono indebitate in dollari puntando sul "prezzo stracciato" del bigliettone verde. Ora, invece, il rialzo dei tassi li ha messi in ulteriore difficoltà.
  • Paesi europei: dato il calo delle esportazioni nei paesi emergenti (in crisi), rischiano di vedere fortemente in calo il loro business basato sull'export, tra cui peserebbe in maggior modo quello verso la Cina e i paesi maggiormente colpiti dal forte ribasso del prezzo del petrolio.

Investire nel 2016, fattori da considerare

Per tale argomento vi rimandiamo al nostro articolo circa le idee per investire nel 2016. Ed eccoci alla domanda forse più importante che ci si deve porre nel caso si desideri investire nel 2016. Come muoversi? Quali investimenti tentare nel 2016? Già, perché questa situazione andrà a scombussolare il mercato e non se ne può non tenere conto. Ebbene, nel caso il petrolio tocchi un fondo ancora più basso, vedremo delle reazioni sul breve termine molto negative per i paesi emergenti produttori di petrolio, soprattutto per quelli con grandi produzioni, come Russia e Brasile. Per la Cina avremmo ulteriori cali in “tutto” e probabilmente anche risvolti sulla popolazione, sulla politica. Il governo cinese ha più volte dimostrato di non farsi alcun problema ad agire con decisione e pesantemente sul proprio mercato azionario. Sarà interessante scoprire quali nuove soluzioni cercherà di adottare. Potrebbero essere anche drammatiche. Effetti negativi li subirebbero anche le numerose società petrolifere che hanno puntato sulle estrazioni più sostenibili. Si tratta di aziende soprattutto statunitensi che propongono il cosiddetto shale oil. Il crollo del prezzo offrirebbe anche dei risvolti positivi. Infatti, il petrolio a 20 dollari causerebbe anche l'abbassamento dei prezzi su scala mondiale, una deflazione globale. Per i paesi importatori il prezzo del petrolio a livelli bassi non potrebbe fare altro che aiutare il PIL, così come è stato nel 2015. In Italia, ad esempio, oltre a contribuire nell'abbassamento del costo del carburante (che tutti o quasi utilizziamo), ha contribuito anche a regalarci mezzo punto di PIL, di cui Renzi si prende,quasi o tutto, il merito. Infine, come si contrasterebbe la deflazione? Come si è già fatto, ovvero, con il Quantitative Easing. Inoltre, si potrebbe arrivare ad una nuova legge dell'OPEC sulla produzione, al fine di evitare queste sovrapproduzioni e quindi ulteriori crolli di prezzo di questa portata.

Come investire nel 2016? Piattaforma per il trading online

Considerato quanto detto fino ad ora, possiamo dedurre che al momento le società meno penalizzate da quanto sta accadendo sono quelle che possono beneficiare di un costo del petrolio basso e che non vengano penalizzate da un dollaro troppo costoso. Infatti, un costo del petrolio basso significa minori costi di produzione, possibilità di immettere nella produzione/investimento/risparmio più denaro, possibilità di abbassare i prezzi nel mercato concorrenziale. Il settore energetico è sicuramente quello che vedrà più difficoltà di tutti, per i motivi descritti nel presente articolo. Un dollaro forte penalizza anche il turismo, mentre avvantaggia il lusso (es. Ferragamo, Tod's e anche Luxottica). Per negoziare onlien su azioni Ferragamo, Tod's e Luxottica online si può utilizzare la piattaforma +500.

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