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Petrolio, PIL e Paesi Emergenti

Non ci si annoia di certo in questi giorni, con i dati del PIL che fanno tremare l'Italia ma che non son certo positivi neanche per Francia e Germania. La Grecia invece sorride, con un +0,7% (+1,7% su base annua) ben al di sopra dell'Italia (-0,1%), Francia (+0,3%) e Germania (+0,1). Ovviamente si tratta di un piccolo passo, ma è comunuque in avanti ed è comunque contro tutte le teorie anti europeiste, che vedono una impossibilità di crescita con l'euro. Si spera che le manovre di aiuto all'inflazione e quindi ai consumi/investimenti funzionino, anche se dagli USA (ma anche dalla Spagna) vengono lanciati giudizi molto negativi, che vorrebbero più sforzi sugli investimenti strutturali. Pare che l'Europa stia facendo perdere "un decennio di sforzi per la ripresa". Ad ogni modo, ieri Piazza Affari ha chiuso con un +0,94%, piazzandosi in testa fra tutte le occidentali.

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Petrolio Superstar: gli effetti su consumo, trading ed economia mondiale. 


In questi giorni tuttavia è il petrolio il vero protagonista dei mercati, delle contrattazioni e del trading online. Infatti, l'oro nero sta subendo un crollo pazzesco come non si vedeva da diversi anni, dovuto all'aumento della produzione americana (poi cercheremo di capire il perché), ad una stabilità della produzione dell'OPEC, ma a fronte di una diminuzione della domanda. Insomma, il barile sta crollando e ciò può fruttare tre benefici:
  1. Per tutti, un abbassamento del costo della benzina. Dovranno studiarsi una scusa davvero fantastica stavolta per non farlo. Niente è impossibile, ormai si è visto di tutto. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane. 
  2. Per gli investitori e traders: è un momento più che propizio per il gioco al ribasso. Con il trading CFD si possono aprire posizioni di tipo "short" (su petrolio o etf petrolio) con le opzioni binarie posizioni sul petrolio in direzione "basso", sfruttando il lungo trend di ribasso della materia prima, tra l'altro sempre molto volatile.  
  3. In generale, perché siamo un  paese importatore, perciò il fatto che diminuisca il prezzo ci va alla grande. Chi esporta, invece, avrà un calo del PIL e tutte le conseguenze economiche che ne conseguono (vedi sotto).
Cliccate sul pulsantino "1d" nel grafico in tempo reale qui sotto per visualizzare l'andamento del CFD petrolio negli ultimi mesi. Confrontatelo con i dati del petrolio WTI del Sole24ore.

Paesi emergenti e Guerra "Fredda" (sebbene il petrolio non manchi)

Come abbiamo detto, gli USA hanno aumentato (e di molto) la produzione di petrolio, sebbene vi sia meno richiesta del solito. Ma perché? Un motivo potrebbe essere un piccolo sgambetto ai paesi emergenti ed esportatori (tra cui la Russia) che così vedrebbero diminuire di 2-3 punti del PIL le loro crescite vertiginose. In questo momento, le tensioni tra USA e Russia sono alla luce del sole, quindi non si può escludere che sia stata di fatto una mossa voluta per contrastare economicamente Putin e i suoi atti di forza.
Tra i paesi emergenti, vi sono impatti diversi: all'India va bene, come per noi, perché importa l'80% del petrolio che consuma. Il Venezuela, al contrario, subirà l'effetto contrario e vedrà la propria situazione economica peggiorare di molto, dopo che l'inflazione è salita al 65% e i beni alimentari scarseggiano. La diminuzione del prezzo del petrolio potrebbe causare un default.
Male anche per il Brasile, che dovrà rivedere tutte le sue politiche di bilancio per il nuovo anno.

Da tenere in considerazione, perciò, anche gli ETF Paesi Emergenti.

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