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Comprare Azioni Ferrari, idea 2017

In questo articolo scopriamo le potenzialità del trading sulle azioni Ferrari online, così come quelle dell'investimento a lungo termine. Il 2017 ha rivelato come il bilancio annuale 2016 abbia segnato l'ennesimo record consecutivo per Ferrari, sotto la presidenza di Sergio Marchionne, ma che già rombava di salute economica sotto quella di Montezemolo. La grande differenza tra le due gestioni è stata principalmente quella della IPO, ovvero della quotazione dei titoli Ferrari in borsa, prima a Wall Street e poi a Milano. Oggi è possibile negoziare su azioni Ferrari online tramite il sistema internazionale di negoziazione Plus500 (registro Consob n.4161).

Per le azioni Ferrari il 2016 si è rivelato quindi a dir poco eccezionale, come dimostrano i risultati del bilancio consolidato pubblicato nel mese di febbraio 2017, ragion per cui è stato proposto anche un ottimo dividendo per tutti gli azionisti, di cui avranno benefici anche i trader di CFD. Ciò lascia ben sperare anche per un 2017 in cui poter pianificare investimenti a lungo termine o trading sul breve periodo. La scelta di comprare azioni Ferrari probabilmente non potrebbe trovare momento migliore che questo, dato che sono incluse tra le migliori azioni da comprare consigliate da diverse agenzie di rating e banche d'investimento.

Le azioni Ferrari quindi offrono ottime prospettive per il 2017, sia nel lungo termine ovvero per periodi superiori ad 1 anno, sia nel medio termine che nel breve e brevissimo periodo. In occasione dei bilanci sono sempre maggiori i volumi di scambi su titoli Ferrari, da parte di azionisti e trader online.

Azioni Ferrari, bilancio e obbiettivi

I numeri del bilancio Ferrari parlano chiaro, si tratta di un successo. La società ha chiuso il 2016 con un utile netto di 400 milioni pari al 38% in più rispetto al 2015. Le vendite di automobili hanno superato le 8000 unità e i ricavi netti pari a 3,1 miliardi (+8,8% rispetto al 2015). Considerati tali dati, non poteva che partire anche la corsa ai dividendi, di cui si discute la proposta per una distribuzione pari a 120 milioni, in pratica 0,635 euro per azione ordinaria.

Se per l'investimento in azioni l'obbiettivo è quello di raggiungere un determinato risultato in un tempo che solitamente va da 1 a 5 anni, per il trading su azioni Ferrari si potrebbero tener presente i momenti a cavallo della pubblicazione dei dati di bilancio, per operare al rialzo o al ribasso di conseguenza. Ad ogni modo, i risultati di bilancio delineano un trend nel lungo periodo che al momento si dirige al rialzo, un dato assolutamente importante da tenere in considerazione e sul quale poi effettuare le proprie analisi.

Il presidente di Ferrari, Sergio Marchionne, è convinto di riuscire a raggiungere i suoi nuovi obbiettivi di produzione, che vedono superare le 9.000 o addirittura 10.000 unità nel 2019 (attualmente sono inferiori a 8.000). Questa prospettiva tuttavia tiene molto conto anche del mercato cinese, attualmente in difficoltà, altro fattore da tenere in considerazione nell'analisi del “giusto prezzo” delle azioni Ferrari. Al momento, infatti non è tanto la crisi europea a spaventare (in questi anni Ferrari è andata benissimo, poiché le fasce più alte di reddito non sono state particolarmente intaccate), bensì gli interrogativi sui paesi in espansione economica che avrebbero dovuto aumentare il bacino di mercato, quindi il numero di macchine prodotte e vendute.

Azioni Ferrari, investire o contrattare?

Chi desidera investire in azioni Ferrari sul lungo periodo, può procedere secondo le modalità tradizionali, ovvero tramite l'acquisto di titoli tramite una società di intermediazione mobiliare. Tale tipo di investimento solitamente richiede (o consiglia) il mantenimento dei titoli per almeno un anno dall'acquisto.

Chi invece punta a risultati economici nel breve termine, può negoziare su azioni Ferrari online tramite la piattaforma di trading Plus500, che dispone dei titoli Ferrari quotati sul NYSE. 

La contrattazione di CFD consente di aprire posizioni al rialzo o al ribasso a seconda delle proprie previsioni sul prezzo del titolo e consente inoltre di chiuderle anche in tempi brevissimi. Ad esempio, si possono aprire e chiudere posizioni in giornata, oppure in settimana, secondo le proprie preferenze.

Essendo i CFD strumenti finanziari soggetti a leva finanziaria, l'esposizione economica del cliente sarà pari ad una quota molto ridotta rispetto a quella richiesta per l'investimento tradizionale. Ad esempio, la piattaforma Plus500, precedentemente menzionata, offre una leva di 1:10, perciò per ogni titolo il margine richiesto (l'esposizione effettiva) sarà pari a 1/10 del valore del titolo.

Prezzo azioni Ferrari, quanto valgono realmente?

A prescindere dal periodo in cui si deciderà di investire o fare trading sulle azioni Ferrari, va sempre tenuta presente qualche regola che consenta di effettuare un valutazione periodica contestuale, che aiuti il potenziale investitore o trader a capire quale dovrebbe essere il  reale valore delle azioni Ferrari e quindi muoversi di conseguenza. Per rispondere a queste domande si dovrebbe considerare il rapporto prezzo/utili o “price/earnings” (P/E) della società, considerando tale dato sia contestualizzato al settore lusso, sia contestualizzato al settore auto.




Quelle che seguono sono informazioni pubblicate nei periodi precedenti alla IPO Ferrari.

Acquistare Azioni Ferrari dati alla mano

Chi desidera acquistare azioni Ferrari basandosi su dati alla mano, può considerare che nel 2014 i ricavi netti sono stati pari a 2,76 miliardi di euro con un EBITDA adjusted pari a 693 milioni e un EBIT di 389 milioni. Nei primi tre mesi del 2015 il cavallino ha ottenuto ricavi per 621 milioni, costante rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma con un EBIT in crescita da 80 a 96 milioni. Stessa cosa per l'utile netto, cresciuto da 54 a 65 milioni. Un fattore interessante è dato dalla vendita di autovetture, poiché nel 2014 Ferrari ha venduto “soltanto” 7.255 modelli, davvero pochi rispetto ad altre case automobilistiche di lusso come Maserati e Porsche. Il 2015 si è chiuso con altri dati da record, che verranno presto consolidati in bilancio.

A fare la differenza per la Ferrari è il settore lusso, perciò chi desidera comprare azioni Ferrari deve immaginarla meno come macchina e più come brand, poiché i prodotti di lusso Ferrari (merchandising) rappresentano una grande fetta delle entrate della rossa. D'altro canto, non tutti possono permettersi una Ferrari, ma tanti piace la Ferrari come Brand e a tanti interessa acquistare prodotti Ferrari. Chi sta pensando di acquistare azioni Ferrari può fare riferimento al prospetto informativo che nel primo trimestre 2015 vede il 17,6% di ricavi netti pari a 109 milioni di euro, derivare da sponsorizzazioni commerciali e di marca. Inoltre, dal 2014 al 2015, nel primo trimestre il merchandising ha avuto un incremento del 16,3%.

A dir poco un boom. Probabilmente, i buoni risultati in Formula 1 aiuteranno in tal senso. Una vittoria in più di Vettel può significare la vendita di decine di migliaia di orologi, felpe e zaini in più rispetto al giorno precedente. Sarà interessante seguire i percorsi di produzione di tutto questo merchandising. Dove vengono prodotti gli orologi Ferrari? Dove vengono prodotti gli zaini Ferrari? Domande a cui tanti non si saprebbero rispondere con certezza.

Comprare azioni Ferrari, tra apprezzamenti e critiche

Ad aspettare da tempo la IPO Ferrari ci sono numerosi investitori e trader.

  • I Trader: ovvero hi sceglierà un approccio di profitto a breve o brevissimo termine con il trading online e cercherà di approfittare soprattutto dei momenti iniziali del titolo.
  • Gli investitori: ovvero chi deciderà di investire a lungo termine sa bene di investire non solo sul brand, ma anche sulle potenzialità del mercato del luso (merchandising e accessori di alto livello) e sulla vista lunga di Marchionne. Per investire su azioni Ferrari in modo tradizionale quindi a lungo termine, ci si può rivolgere agli istituti bancari più importanti, telefonando prima al servizio clienti e facendosi indicare l'ufficio esatto in cui recarsi. Altra soluzione sono i broker tradizionali, adatti però a investitori esperti, con notevoli budget a disposizione.

Le azioni Ferrari, così come molte azioni al "primo giorno di scuola", potrebbero avere dei primi scossoni, ovvero variazioni di prezzo che si rivelano ottime per chi decide di fare trading online. Le azioni dovrebbero poi partire lentamente verso prezzi obbiettivo che non vediamo l'ora di scoprire insieme alle agenzie di rating e ai risultati sul campo.

Gli apprezzamenti degli esperti sono rivolti soprattutto alla scelta di internazionalizzazione dell'azienda e del suo decentramento, che apporterà uno snellimento della "macchina" Ferrari. Inoltre, l'arrivo a Wall Street significa attirare potenziali grandi investimenti e portare il brand a un livello che gli compete, ovvero ai piani alti del mondo intero.

Le critiche arrivano da alcuni analisti che invitano a "comprare automobili Ferrari" piuttosto che "comprare azioni Ferrari". Questo perché si pensa ad un risultato al di sotto delle aspettative. In realtà, anche chi ha già deciso di investire in azioni Ferrari sa bene che molto probabilmente sarà un progetto a lungo termine, ma d'altro canto "investire" significa proprio questo.

Ferrari, motivazioni della IPO

Attraverso la IPO Ferrari, Marchionne ha voluto realizzare un sogno pianificato per i prossimi 5 anni (dal 2014 al 2019, in realtà). Il neo Presidente infatti mira al reinvestimento gli introiti dell'operazione IPO Ferrari con l'obbiettivo di espandere FCA a livello globale, facendola diventare una fabbrica da 7 milioni di vetture all'anno, mezzi pesanti inclusi.

La Ferrari ha passato un biennio da record, a cavallo del passaggio tra Montezemolo e Marchionne. Fondata nel 1947 da Enzo Ferrari, la società produce 7200 macchine ogni anno e mediamente raggiunge i 3 miliardi di dollari di fatturato. L'ultimo anno, gli utili sono ammontati a 423 milioni. Sergio Marchionne, l'attuale presidente, afferma fermamente che Ferrari dovrebbe essere valutata come brand di lusso e non come auto di lusso, cosa che farebbe aumentare la sua valutazione a 11 miliardi di dollari. In più, è convinto che la produzione possa arrivare anche a 10000 macchine l'anno, anche se questa affermazione non fa impazzire gli acquirenti, poiché l'ideale sarebbe possedere un prodotto raro, piuttosto che uno più venduto. Marchionne penserà anche a loro? Ad ogni modo, la pensiamo tutti ugualmente: beato è chi può permettersi e godersi una Ferrari, sia che ne producano 7000, sia ne producano 10000.

Investire in Azioni Ferrari o Comprare una Ferrari? La provocazione

La provocazione arriva da Elisabeth Behrmann di Bloomberg Business e oltre che essere condivisibile riesce davvero a mettere una pulce nell'orecchio a chi può permettersi di avere il dubbio se comprare azioni Ferrari oppure investire in Ferrari, intesa come automobile. Infatti, la giornalista fa notare come le automobili Ferrari, soprattutto quelle che vanno dagli anni '50 fino al 1990, aumentano continuamente la loro valutazione. Un esempio, ad esempio, potrebbe essere una classica Ferrari Testarossa, anno 1990, come quella battuta all'asta Scottsdale pochi mesi fa a 250.000 euro, oppure alcuni modelli di cui soprattutto gli amatori ed esperti apprezzano la qualità e soprattutto il valore. Un esempio è Ferrari 275 GTB (1966) con cui si può fare un raffronto con la nuova Ferrari 488 GTB (prodotta nel 2014). La prima è un'auto d'epoca, la seconda è un'auto nuova. La scelta può dipendere dai gusti, ma anche dal tipo d'investimento. Di sicuro, la prima è di valore. La seconda sarà rivalutata o svalutata tra 20 anni? Certo, sarà difficile ritrovare la poesie come in alcuni modelli di 50 anni fa, ma la Ferrari di sicuro riesce a scaldare gli animi e i mercati, sia del nuovo che dell'usato.

Quindi, riprendendo quanto detto dalla giornalista del Bloomberg Business, potrebbe essere un'idea (per chi può permetterselo), quello di investire in Ferrari d'epoca, magari "restaurarle" e rivenderle, oppure semplicemente aspettare di rivenderla dopo qualche anno durante i quali sarà cresciuta maggiormente di valore.

Il problema è che se questo discorso si può fare con alcuni modelli, non si può fare per altri. La Ferrari 488 GTB riuscirà ad essere rivalutata? Ad ogni modo, si sa, la rivalutazione parte soprattutto dal momento in cui un bene diventa "vintage".

IPO Ferrari rampa per fusione FCA General Motors?

La vicenda è sotto la luce del sole, in quanto è già successo che Sergio Marchionne abbia fatto la corte alla General Motors con l'obbiettivo di effettuare una fusione tra Fiat Chrysler e GM. La IPO Ferrari, nel caso andasse molto bene, potrebbe lanciare la FCA e ottenere così più consensi anche da parte della grande società automobilistica americana, un vero gigante del settore. Al momento, nei fatti c'è stato soltanto un rifiuto, ma le carte in tavola possono cambiare.

Ovviamente, nel caso in cui si avviino trattative tra Fiat Chrysler e General Motors circa una fusione, occorrerà tenere sotto buona osservazione le azioni FCA, che potrebbero schizzare alle stelle. Le azioni Ferrari potrebbero essere la rampa finale di lancio verso questa maxi operazione, che sicuramente porrebbe Sergio Marchionne tra le figure più importanti del settore automobilistico mondiale di tutti i tempi. Non esageriamo, poiché basta guardare ai numeri di General Motors per capire l'entità dell'operazione proposta. Una nuova FCA General Motors potrebbe imporre una grande competitività su scala mondiale e si intravederebbero nuove possibilità di lavoro anche per gli italiani.

Non c'è che dire: che lo si critichi o lo si apprezzi, a Marchionne va dato atto di aver smosso e di continuare a smuovere un macigno che sembrava destinata a subire il peso della concorrenza internazionale. Giocare coi sassi può essere pericoloso, ma al momento i risultati arrivano. Tra costi e lodi, ma arrivano.

Per quanto riguarda la questione Exor, esaminiamo la questione qui di seguito.

Exor e Ferrari

Per le azioni Ferrari spunta anche un giallo legato alla Exor, la holding finanziaria gestita dalla famiglia Agnelli di cui John Elkann (nipote di Gianni Agnelli) è presidente e AD. La Exor è controllante di FCA, di cui detiene il 29,16%. Il giallo sta nel fatto che con l'operazione di quotazione delle azioni Ferrari in borsa la Exor ci guadagnerà il controllo di Ferrari, sfilandolo addirittura alla FCA, che attualmente lo detiene. Per meglio capire questo passaggio occorre comprendere il meccanismo dei voti all'interno del consiglio di amministrazione. Non si tratta di notizie che possono avere impatto economico su chi decide di acquistare azioni Ferrari, ma si tratta di informazioni di pubblico interesse.

Quindi? Exor controllerà Ferrari? Ciò che maggiormente fa discutere gli esperti riguardo a tale operazione è il meccanismo del voto multiplo, che di fatto potrebbe negare l'interesse degli altri azionisti. La Exor infatti prima venderà sul mercato il 10% della partecipazione in Ferrari, ricevendo un "pagamento straordinario" di 2,5 miliardi. Fatto ciò, scinderà la partecipazione restante (80%) distribuendola agli azionisti Ferrari. Alla fine dell'operazione, Exor controllerà il 24% di Ferrari, mentre il figlio di Enzo, Piero Ferrari, avrà il 10%. Il restante 66% (della parte quotata in borsa), sarà messo sul mercato.

Premesso ciò, passiamo alla questione del voto multiplo. Infatti, essendo Ferrari diventata una società olandese, vi sono differenti regole per i controllanti. Quello che ci interessa in questo articolo è quello del voto multiplo, introdotto anche in Italia nel 2014 (decreto competitività). Il decreto italiano consente agli statuti delle società con almeno 2 anni di vita di attribuire 2 voti per ogni azione. Si tratta di un modo per premiare gli azionisti più fedeli, gli investitori a lungo termine. Che dire? Tale norma può essere condivisa.

Cosa è cambiato con la scelta di debuttare in borsa per le azioni Ferrari? Per le azioni Ferrari tuttavia non varranno le norme italiane ma quelle olandesi, perciò Exor non avrà il 24% ma il 33,4%, a Piero Ferrari il 15,3%. Agli altri azionisti, non il 66% ma il 51%.

Qual è la differenza? Che si tratta di una nuova società e quindi non dovrebbe esserci già il voto multiplo. Piero Ferrari è azionista di Ferrari da moltissimi anni, mentre Exor non lo è. Ciò nonostante, otterrà il voto multiplo già immediatamente. Per quanto riguarda gli altri azionisti FCA, al contrario, potranno solo dopo 3 anni dalla scissione. Comprare azioni Ferrari non consentirà molto spazio nelle decisioni, neanche per i grandi azionisti. La questione "etica" finale è questa: ad Exor si offre una importanza più grande che agli altri azionisti, secondo "regole speciali". Probabilmente, John Elkann ha giocato bene la sua partita, con l'OK di Sergio Marchionne.

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