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E intanto l'Argentina Fallisce

L'Argentina va in default
L'Argentina va verso il default, il secondo in 13 anni. Il primo fece molto scalpore, mentre questo passa leggermente in sordina per via dei fatti di Gaza. Ad ogni modo, la sostanza non cambia. Fallimento era allora, fallimento è anche oggi.

Ma vediamo cosa sta succedendo.

30 giorni fa, gli investitori USA hanno concesso all'Argentina un mese di tempo per pagare gli interessi dei bond 2033, pari a 539 milioni. Tuttavia, il giudice statunitense Thomas Griesa ha vietato all'Argentina di pagare se prima questa non versa 1,3 miliardi di dollari ai creditori dei titoli di stato Argentini stilati nel 2001 (in occasione del primo default) per gli interessi maturati nel 2005 e nel 2010.

A questo punto, essendo mancato un accordo tra la presidente Cristina Fernández de Kirchner e gli stessi creditori del 2001, l'Argentina si vede costretta a pagare tutto a tutti. La stessa Kirchner per scusante chiede che si sospenda la sentenza poiché i bond furono acquistati a prezzi bassissimi da clienti disperati, quindi cheide una sorta di "elasticità di ricambio". Se nel 2001 il crack causò un debito da 100 miliardi e una disoccupazione al 25%, quest'anno sarebbe di minore entità ma comunque grave: 29 miliardi di dollari. 

Un'altra presidente, Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale, ha affermato che tale situazione taglierà di fatto l'Argentina fuori dai mercati finanziari, perdendo tutta la credibilità recuperata nel corso di 13 faticosi anni.  Inoltre, è evidente che si svaluterà la moneta, con un'inflazione che potrebbe schizzare ben sopra il 30%. Quel che è più grave, è che per risanare il debito, lo stato argentino dovrà per forza di cose chiedere ennesimi sforzi ai cittadini, con un forte aumento di tasse.
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